Simone Favaro's unnecessary thoughts
Sometimes it’s important to track your social media activities. So I created “My personal Social Life Flow (Ed. 2012)” in order to understand how I’m sharing among social media.  
It contains my social media accounts and the broadcasting flow. Some connection are automatic ones and the sharing is unfiltered.
For LinkedIN I decided to filter content to share using the hashtag #in.
I use Publish Sync to manage sharing from Twitter to Google+ and from Facebook to Google+ in order to target message to right channel.

Sometimes it’s important to track your social media activities. So I created “My personal Social Life Flow (Ed. 2012)” in order to understand how I’m sharing among social media.  

It contains my social media accounts and the broadcasting flow. Some connection are automatic ones and the sharing is unfiltered.

For LinkedIN I decided to filter content to share using the hashtag #in.

I use Publish Sync to manage sharing from Twitter to Google+ and from Facebook to Google+ in order to target message to right channel.

The key to understand social media: it’s ‘social’

Bob Gardfield interviewed Mona Self, who mobilized Egyptians througjh twitter. In the interview, Mona talks about the relevance of twitting as a “person” in order to engage twitter users. At the end of article, Bob Gardfield summarizes an important lesson for marketers:

So many marketers and other institutions believe that social media is just one maddeningly inefficient channel for selling their goods, services, politics or whatever. They see only the word “media” and ignore the word “social.” You cannot understand these technologies, much less exploit them, if you do not first understand and internalize the idea that they are not about messaging; they are about relationships. Until you have established one, nobody much cares what you say.

I want to quote and underline Bob Gardfield as a completition of what I’ve written before and this is why I think that social media can’t be a traditional marketing communication channel for business. The human factor (H-Factor) is the relavant one and successfull. Conversation is p2p (person-to-person) and not Business-to-persons.

Yes, it is: your team member will be essential in your organization if he/she is able to build relationships.

Social media: Business is related to behaviour’s style

Since I’ve joined LinkedIN on 2004, I noticed different approaches on using LinkedIN for business. They can be summarized in two types: who use it to build business relationship and who use it to have one-shot-selling

The first type is characterized by a polite approach: they introduce themselves to you,explaining who they are and how THEY would be helpful to you. This kind of linkedin users are active on the social network: they attend to groups, giving contribution; they share contents and give updates on themselves. They asnswer to your questions and create a trusted reputation around them.

The second one, instead, usually ask you for connection without an introduction.  They are “silent” users, having few contacts and giving the basic information about their job, company and work history. They don’t engage conversation and, Once you accept their connection’s request, they contact you immediatly giving a professional introcuction and a proposal.

So, all of us know that linkedin is a network to get business and income growth. But It is also a “social” network. Expecially in B2B it would be well known that only a strong relationship shall genearate a good business. 

The difference between the two approaches is the same of the one between CRM and aggressive and old-style mass marketing. The first one requires more time and engagement but it will be more efficient and cost-savving in the mid term. The second one will be more cheap in the short-term, but less efficient in mid term. This approach, indeed, will get you to loose contacts and to be treated as a spammer.

Linkedin Demographics 2011 - Nascent Economies’ Paradigma

LinkedIn demographics and statistics - 2011


Highlight: fast growing countries are redrawing the usage of LinkedIN. LinkedIn almost attracts Engineering in Asia and Middle east; Administratives and Academics in Latin America; Sales in North America and Europe. Younger users are in Africa, Latin America and Asia, also with high % of females. West hast the lowest % of young. the Hight-tech sector is the leading industry and Asia the Big One in the world

I marketer limitati e la TV di tutti

Mentre i merketer non capiscono nulla si Social Media

Marketers Social Media Understanding - MarketingCharts - @SimoneFavaro.it

La TV resta il medium globale preferito dalla popolazione …

Grazie a Francesco Maria De Feo per aver sintetizzato la discussione sul profilo Facebook di Maurizio Goetz, a cui facevo riferimento ieri

Marketing: la specializzazione è fallimento

Estinzione - @SimoneFavaro.it

Maurizio Goetz ha pubblicato nel suo profilo Facebook uno status interessante (ne stiamo ancora discutendo mentre scrivo): 

“Il Social Media Marketing tradizionale sta esaurendo i suoi effetti in ambito turistico se non cambiera’ l’approccio standardizzato degli operatori. Tutti tendono a fare le stesse cose” 

Potremmo tranquillamente sostituire “settore turistico” con qualsiasi altro settore e gli effetti sarebbero gli stessi. Il problema non risiede nello specifico mercato, ma nell’approccio generale al marketing.

Il problema non è che i Social Media stanno esaurendo il proprio effetto,  bensì che non si è in grado di pensare oltre ai social media. I fallimenti sono determinati dal fatto che, come ripeto sin dai tempi di RiffRaff, si tende a demandare la strategia allo strumento; a creare una Tassonomia di Marketing per ogni “moda” e novità; a ritenere che sia la tecnologia a risolvere i problemi economici. 

Il problema sta a monte, nel fatto che nel susseguirsi delle evoluzioni tecnologiche e nell’inseguimento dello strumento del momento, si è perso completamente di vista il ruolo VERO che questi strumenti dovrebbero essere una parte e non il tutto della strategia di Marketing. 

Marketing is the process of performing market research, selling products and/or services to customers and promoting them via advertising to further enhance sales.[1] It generates the strategy that underlies sales techniques, business communication, and business developments.[2] It is an integrated process through which companies build strong customer relationships and create value for their customers and for themselves. [fonte: Wikipedia] 

Il voler a tutti I costi definire un “marketing” per ciascun strumento e il voler attivare “strategie” sullo strumento porta ad una deframmentazione, a una dis-integrazione, del processo di marketing. Questo è specialmente vero quando manca un marketing strategico aziendale, il cui unico faro dovrebbe essere l’obiettivo di business. Ed il problema, a sua volta, sta nella mancanza di figure che conoscano tutte le leve ma che allo stesso tempo non siano innamorate di Facebook, Twitter, delle pubbliche relazioni, ecc. Figure che siano in grado di attuare quel “processo integrato” intervenendo su prodotti, aspetti commerciali e di comunicazione. Che siano in grado di interagire con tutte le aree aziendali al fine di guidare l’azienda verso l’obiettivo. Che siano in grado di adattarsi alle esigenze del mercato ma soprattutto del business e dell’azienda. Figure flessibili, aperte mentalmente e con una gran voglia di sporcarsi le mani nel trovare la via migliore. 

L’eccessiva specializzazione porta ad una lenta ed inevitabile estinzione

Quora di mamma

Logo Quora - @SimoneFavaro.it

Anno nuovo, social cosi nuovi. Mentre BranchOut fa discutere gli italiani (ma non gli stranieri che su Twitter sembrano entusiasti) su privacy e utilizzo delle app, forse con minor “rumone” sta avanzando Quora, un servizio di “domande e risposte” dal basso.

A metà strada tra Twitter e le Q&A di LinkedIN, Quora (il cui fondatore, guarda caso, è stato CTO e VP of Engineering in Facebook) concentra la propria attività nella gestione delle Q&A, organizzandola, razionalizzandola e rendendola interattiva e affiancando ad essa le potenzialità del social networking.

Sarà un servizio realmente utile? Personalmente vedo due possibili utilizzi. Il primo, quello attuale, di networking aperto. Il secondo come servizio integrato per i CRM e l’assistenza clienti nelle aziende. Questo secondo aspetto credo possa essere maggiormente di appeal per le aziende sia B2C sia B2B.

La possibilità di demandare ad un social network la gestione dell’assistenza non è nuova. La novità, qui, è l’organizzazione delle informazioni, l’interattività e la possibilità di costruire una rete sul TEMA/ARGOMENTO di interesse con le persone che si occupano di quel specifico argomento. Così, ad esempio, i sistemi informativi potranno avere risposte sulla “manutenzione” di un applicativo, la produzione sulle eventuali anomalie e correzzioni, condividendo l’esperienza con chi ha già risolto il problema.

Per Quora non vedo un destino di servizio indipendente, ma integrato in un CRM. Chissà, forse a breve vedremo Microsoft, Oracle, SugarCRM e SalesForce interessarsi al sistema.

Internet, il mobile dei polli

Mobile Internet

Volano gli accessi al Mobile, ma assomigliano più al volo dei polli. Almeno a quanto dicono gli stessi utenti. I problemi che si riscontrano maggiormente, a prescindere dagli operatori, sono la lentezza, l’instabilità di connessione, la gestione a sessioni a tempo e, dulcis in fundo, il limite di traffico mensile a 10 GB e la mancata trasparenza tariffaria, come capita ad esempio per Tre.

Quindi, mentre Wired sposa la campagna di “Internet diritto fondamentale”,  il decreto Pisanu decade dando ipoteticamente libero wi-fi, e in rete si discute di applicazioni e servizi, le infrastrutture sono completamente inadeguate.

Innanzitutto è impensabile porre limiti di banda se, come avviene sempre più spesso, l’orientamento del mercato è la sostituzione della linea fissa con quella mobile. Se è vero, come spesso si dice, che la banda è limitata, allora c’è un problema di gestione dell’infrastruttura da parte degli operatori. Problema che dovrebbe parzialmente risolversi con lo switch off completo su Digitale Terrestre che libererà frequenze utilizzabili.

L’italia conta pochissimi operatori di mobile internet, con un cartello di fatto su tariffe, opzioni e formule contrattuali. Altri operatori di TLC che potrebbero erogare connessioni WI-FI sono limitati da una mancanza di chiarezza normativa. Per trasformare il pollo in cigno, quindi, è assolutamente necessario che vengano potenziate le reti HSDPA e HASUPA, sia liberalizzato il WI-FI ma soprattutto si inizi a mettere in opera il WI-MAX (a proposito, che fine ha fatto?).

Aggiornamento:

Wi-Max: Stato dell’arte

Webology secondo un eretico

Webology - @simonefavaro.it

Nel ciclo de La Fondazione, Asimov inventò la Psicostoria. Originariamente formatasi come scienza, nel corso del ciclo della Fondazione assume le caratteristiche di religione “scientifica” che basava il suo credo nella possibilità di prevedere il futuro della società. Come per altre “predizioni”, Asimov aveva visto giusto.

La tecnologia, la scienza diventa religione e si organizza. La rete sta diventando in modo preoccupante una religione con tanto di vaticini, previsioni del futuro, messia ma soprattutto una “massa informe” di seguaci che mettono da parte lo spirito critico per accettare hic et nunc tutto ciò che viene propinato.

Non si discute la bontà o meno del contenuto. Ma il contenuto è “Valido” perché è proposto da qualcuno. Se nella comunicazione di massa McLuhan sosteneva che il medium è il messaggio, nell’era della personalizzazione, la persona è il messaggio.

Per riallacciarmi a quanto diceva Spadaro su Famiglia Cristiana, questo è tipico di forme di tradizione orale che guarda caso corrispondono a periodi in cui la Religione giocava un ruolo politico e sociale nelle forme politeiste dell’Antica Grecia  e dei paesi nordici o monoteiste-abramitiche medio-orientali, divenute fondamento della cultura occidentale. E se il politeismo quantomeno consentiva la “diversità” e di avere il “culto” di Zeus, Afrodite, Apollo, ecc. nel predominio delle monoteiste si assistette all’omologazione, all’avvento dei dogmi e all’introduzione dell’Eresia, quando qualcuno si permetteva di contraddire il dogma.

Come nel passato c’è il rischio di avere un unico “portatore sano” di verità, con la differenza che nel contesto di oggi le fonti sono disponibili, accessibili e consultabili ma, rispetto a “ieri”, si ha la pigrizia intellettuale di approfondire e verificare le fonti.